Santo Stefano al Mare è un piccolo borgo sviluppato attorno alla chiesa parrocchiale nel cui archivio sono conservati documenti di rilevante importanza per ricostruirne la storia.
Le prime testimonianze sicure di un’occupazione umana del territorio di Santo Stefano al Mare risalgono alla prima metà imperiale romana. Per individuarle bisogna lasciare la costa, risalire strada Ponte Romano e fermarsi poco distante dal campo sportivo. Qui, a sinistra della strada principale, dove la carrozzabile interseca il rio Torre, si riconoscono tuttora i resti di una massiccia struttura muraria, che gli studiosi rilevano come resti di un ponte. Databile al I secolo dopo Cristo, il ponte conferma che in quel luogo passava la strada romana litoranea: la via Iulia Augusta, sistemata da Augusto nel 13 a.C., chiamata oggi Aurelia.
Sembra che nella zona di Santo Stefano al Mare la via romana, che da Cipressa veniva avanti a mezza costa, lasciasse la vista del mare per passare all’interno del monte Colma e, passato l’attuale abitato di Riva Ligure, correva presso il mare in corrispondenza del Capo Don, ove scavi archeologici vecchi e nuovi hanno portato alla luce resti di edifici religiosi tra cui un battistero e un’area sepolcrale, con sarcofagi in pietra, che dovevano appartenere a Costa Balenae, la mansio (stazione di posta) ricordata dagli itinerari e segnata nella Tabula Peutingeriana, la celeberrima “carta stradale” della tarda antichità.
Il territorio di S. Stefano al mare è solcato da tre esuli corsi d’ acqua: il rio Aregai, il rio Torre, e il rio Santa Caterina; essi condizionano e delimitano la conformazione e l’organizzazione dello spazio. Il primo, che sbuca in mare nei pressi della torre ononima, marca il limite storico ad est del territorio sanstevese. Il terzo, che scende da un paese limitrofo chiamato Pompeiana, ha rappresentato nei secoli, e rappresenta ad oggi, il confine occidentale verso Riva Ligure. Il rio Torre, che prende il nome dal bastione di S. Stefano, oggi sede municipale, scende al mare aprendo una piccola valle tra due basse colline che danno la loro impronta all’orografia dell’immediato entroterra: il monte Colma (m 120) a levante e il monte San Stevi, o Santo Stefano il Vecchio (m163) a Ponente. Due rilievi ben esposti al sole, che hanno favorito lo sfruttamento agricolo e, allo stesso tempo condizionato l’espansione urbana essendo vicini al mare e alla Aurelia. Le case li hanno aggrediti da tempo, tanto che il monte San Stevi è un quartiere residenziale.